L’insegnamento di Sharon Lavigne ad Albano e il commento di Rete Tutela Roma Sud per la battaglia contro l’Inceneritore

Appuntamento internazionale quello che si è tenuto il 1 settembre presso la sala del Consiglio Comunale di Albano con Sharon Lavigne, la premio Goldman Environmental Prize 2021.

Sharon Lavigne, ex insegnante e attivista afroamericana della Louisiana, è stata la fondatrice di RISE St. James, movimento che combatte oramai da oltre 7 anni l’inquinamento industriale nella zona nota come Cancer Alley (Vicolo del Cancro), area che si sviluppa lungo il Mississippi tra Baton Rouge e New Orleans, un’area ricca di impianti chimici e con tassi di cancro per la popolazione locale fino a 50 volte superiori alla media nazionale USA.

 

Questa area è abitata da comunità afroamericane a basso reddito, comunità particolarmente esposte dunque al cancro e vittime di un’effettiva forma di razzismo ambientale applicata dalle multinazionali americane della chimica in quell’area.

Con determinazione civile e fede religiosa, la maestra Lavigne ha avviato dal 2018 gruppi di protesta con la popolazione locale e alla fine è riuscita a fermare la costruzione di un ulteriore impianto chimico da 1,25 miliardi di dollari. Oggi guida l’opposizione al mega-progetto della Formosa Plastics, un impianto industriale da circa circa 12 miliardi di dollari che si sviluppa su 2.400 acri, che se realizzato emetterebbe enormi quantità di CO₂ , distruggendo i terreni oggi dedicati alla coltivazione.

Simbolo della lotta contro il razzismo ambientale, ha ricevuto il Goldman Environmental Prize nel 2021, una sorta di Nobel per la difesa dell’ambiente, ed è oggi una delle voci più autorevoli per la giustizia climatica negli Stati Uniti.

La  testimonianza viva di Sharon Lavigne ad Albano è stata sincera ed accorata: “La popolazione va informata in tutti i modi degli effetti di alcuni tipi di impianti e dei loro danni ambientali. La comunicazione con le persone è l’elemento fondamentale della battaglia per la difesa della salute e dell’ambiente che ci circonda“.

La Rete Tutela Roma Sud, tra gli organizzatori dell’evento, ha voluto indirizzare a Sharon Lavigne questo saluto, contenuto in una lettera: “Cara Sharon, siamo una rete di associazioni di Roma Sud e Castelli Romani, un territorio tradizionalmente votato all’agricoltura, scelto nei secoli passati come luogo di villeggiatura da Papi e Imperatori per la sua bellezza, che negli ultimi decenni ha pagato un prezzo ambientale elevato ospitando una discarica e altri impianti industriali che hanno già inquinato gravemente la falda idrica.

Negli ultimi anni la finanza ha egemonizzato sempre più la politica italiana, indebolendo la rappresentanza democratica che dovrebbe legare i cittadini alle istituzioni.
Un esempio eclatante di questa situazione è rappresentata dal Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, al quale nel 2022 sono stati dati poteri di deroga alle leggi nazionali e regionali per la gestione del Giubileo, ma li sta utilizzando per imporre la costruzione di un inceneritore di rifiuti da 600.000 tonnellate nel nostro territorio, il più virtuoso della Regione per la raccolta differenziata con percentuali prossime all’80%, a ridosso di quartieri popolari già interessati da povertà economica e sociale.
Quando Roberto Gualtieri si è candidato non aveva nel suo programma un inceneritore (lo aveva invece uno dei suoi avversari), prometteva di cambiare il sistema di raccolta fondato sui cassonetti stradali per passare a un sistema porta a porta, quindi la sua scelta non ha alcuna legittimazione democratica, ma dopo aver vinto ha cambiato “inspiegabilmente” idea, e utilizzando i poteri speciali concessi per il Giubileo ha potuto farlo da solo, senza nessun confronto in consiglio comunale.
Per convincere i cittadini di Roma ha scelto il sito più lontano dalla città e raccontato tantissime fake news, promettendo che Roma sarebbe stata più pulita se i rifiuti vengono bruciati. Ormai già da alcuni anni anche l’Unione Europea non finanzia più gli inceneritori per il loro grave impatto sul clima, eppure resistono grazie a contratti che vincolano i Comuni a ripagare l’investimento in tempi molto lunghi, nel caso di Roma per 33 anni.
In alcuni Paesi sappiamo che la scelta di bruciare rifiuti è motivata dalla necessità di scaldarsi, perché la stagione fredda è molto lunga e il loro impatto è parzialmente compensato dalla riduzione del consumo di fonti fossili, ma alle nostre latitudini ormai le caldaie vengono accese poche settimane l’anno, quindi sarebbe tutto inquinamento aggiuntivo. Gli abbiamo proposto di fare un concorso internazionale per valutare anche altre soluzioni e scegliere la migliore, ma non c’è stato niente da fare. Anche i Sindaci dei nostri Comuni gli hanno chiesto di organizzare un dibattito pubblico, ma ha sempre rifiutato, probabilmente perché è consapevole che la sua proposta garantisce solo elevati rendimenti per chi gestirà l’impianto, ma non è la migliore per la città dal punto di vista ambientale ed economico.
Ti chiediamo, se possibile, di farti ambasciatrice del nostro appello, chiedendo al Sindaco Roberto Gualtieri di fermarsi e confrontarsi con le comunità locali.
Ci ha risposto che lo farà con piacere. Per concludere, un grazie sentito a Rete dei Numeri Pari Comunità Laudato Si’ Castelli Romani Gea Giuseppe De Marzo “.

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