Il gigantesco conflitto di interessi sull’inceneritore: la Rete Tutela Roma Sud avvia una campagna di informazione istituzionale sulla grave situazione

Con un appello ad attivarsi indirizzato alla società civile, la Rete Tutela R0ma Sud ha reso nota una comunicazione che sta circolando rapidamente sul web e che è indirizzata alle istituzioni e parlamentari dell’area di Roma Sud. Riportiamo, facendolo anche nostro come testata, il testo della lettera, un vero e proprio appello, che chiede al Ministro dell’Ambiente e ai parlamentari che si sono dimostrati sensibili al tema della salute pubblica e delle contraddizioni dell’operato di Gualtieri di intervenire in questo che ‘affare‘ niente affatto trasparente né conveniente per i cittadini.

Appello di Rete Tutela Roma Sud
“Alla c.a. del Ministro dell’Ambiente e dei parlamentari eletti nella provincia sud di Roma
Visto che il Commissario Straordinario per il Giubileo, in qualità di Sindaco di Roma è anche azionista di maggioranza della società proponente Acea, non sta garantendo la necessaria indipendenza nello svolgimento della valutazione di impatto ambientale in corso, svuotandola di significato con una serie di atti concreti di seguito elencati:
diniego immotivato dell’inchiesta pubblica richiesta dai consigli comunali di Albano, Ardea, Castel Gandolfo, Pomezia, rappresentativi di oltre 160.000 abitanti, ai sensi del Codice dei contratti pubblici vigente;
stipula di contratti di concessione e del diritto di superficie che consolidano rapporti giuridici di lungo periodo (diritto di superficie trentennale), rendendo impossibile una reale valutazione preliminare degli impatti ambientali della localizzazione. Questo cristallizza una scelta irreversibile in violazione della direttiva VIA;
la trasmissione successiva agli enti riduce la partecipazione a mera informazione di impegni già presi, in contrasto con il d.lgs. 195/2005 e la Convenzione di Aarhus. L’informazione al pubblico e alle autorità deve intervenire prima delle decisioni irreversibili, non dopo.
La giurisprudenza ha più volte affermato che la Valutazione di impatto ambientale (VIA) rappresenta una condizione di legittimità e non un mero adempimento formale. È illegittimo, pertanto, anticiparne gli effetti sostanziali – attraverso approvazioni, aggiudicazioni o cantierizzazioni – prima della sua conclusione, poiché ciò svuota la funzione preventiva della procedura.
Chiediamo, pertanto, al Ministro Gilberto Fratin di avocare alla Commissione valutazione di impatto ambientale nazionale la funzione di autorità competente.”
La situazione di opacità e gli illeciti ben descritti nell’articolo, impongono un’azione collettiva urgente. Chiediamo, pertanto, alle associazioni e ai cittadini di personalizzare e inviare la suddetta richiesta al Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e ai parlamentari eletti nei collegi di Roma e provincia come gli onorevoli Marco Silvestroni, Andrea De Priamo, Federico Zaratti, Andrea Volpi, Chiara Gribaudo

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