Ventiquattro anni di fedeltà alla memoria di Sandro Sciotti: Santa Maria delle Mole non dimentica il carabiniere

C’è una piazza a Santa Maria delle Mole che porta il nome di un eroe silenzioso. Si chiama piazza Sandro Sciotti, e per chi vive da parecchio tempo a S. Maria delle Mole questo nome riporta indietro nel tempo al peso di un pomeriggio d’estate di ventiquattro anni fa: il 13 giugno 2002, giorno in cui mentre la nazionale italiana di Trapattoni e Del Piero stava giocando gli ottavi di finale del Campionato del Mondo in Giappone contro il Messico, e le strade dei Castelli Romani erano deserte, si consumò una delle pagine più brutte della storia di questo territorio.

Quel giorno, tre individui, di cui due armati di pistola, rapinarono la sede della Banca Popolare del Lazio di piazza Palmiro Togliatti. Sul posto giunsero il Vicebrigadiere Sandro Sciotti e un collega, effettivi alla Stazione Carabinieri di zona, i quali, accortisi di quanto stava avvenendo, decisero di intervenire. Mentre il collega allertava via radio la Centrale Operativa, Sciotti bloccò a terra il terzo malvivente che attendeva i complici all’esterno dell’istituto. Fu in quel momento che gli altri due rapinatori in fuga aprirono il fuoco.

Come recita la motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare conferitagli alla memoria: «Avvedutosi di una rapina in corso presso Istituto di Credito, con esemplare ardimento e consapevole sprezzo del pericolo, non esitava ad affrontare uno dei malfattori, appostato all’esterno della banca, bloccandolo a terra. Fatto segno da colpi d’arma da fuoco esplosi dai due complici, benché colpito in più parti del corpo, con eccezionale coraggio e non comune determinazione, replicava con l’arma in dotazione, accasciandosi, poi, esanime al suolo. Fulgido esempio di elette virtù militari ed altissimo senso del dovere, spinto fino all’estremo sacrificio.»

Anche quest’anno, puntuale come ogni 13 giugno, Santa Maria delle Mole si è fermata. La cerimonia ha seguito il copione ormai tradizionale che la comunità conosce a memoria: la Santa Messa mattutina nella Parrocchia della Natività della Beata Vergine Maria in via Alessandro Manzoni seguita dalla deposizione di una corona d’alloro ai piedi della stele in piazza Togliatti, nel luogo esatto dove Sciotti cadde.

Presenti la vedova Claudia, i figli Dario e Diana, il Sindaco di Marino con l’Amministrazione comunale, il i rappresentanti dei Carabinieri e delle altre forze di pubblica sicurezza.

Sandro Sciotti era nato a Cesena il 28 maggio 1962 e, non ancora maggiorenne, nell’agosto del 1979 si era arruolato nell’Arma, frequentando il prescritto corso di istruzione presso la Scuola Allievi di Roma. Promosso Carabiniere il 22 gennaio 1985 e destinato alla Legione Roma, operò inizialmente nel Nucleo Carabinieri Camera dei Deputati, poi nel Nucleo Scorte. Nel dicembre 1987 intraprese servizio nell’allora Comando Tutela Patrimonio Artistico, fino al marzo 1999, quando fu trasferito alla Stazione di Castelgandolfo – Ville Pontificie. Il 20 ottobre 1990 si era sposato con Claudia Sebastianelli, e dal matrimonio erano nati Dario e Diana, 10 e 5 anni alla morte del padre.

Un uomo del territorio, radicato nei Castelli Romani, che conosceva le vie di Santa Maria delle Mole e la sua gente. Non un eroe da manuale, ma un padre di famiglia che il dovere lo aveva scelto ogni giorno, fino all’ultimo.

L’Associazione Nazionale Carabinieri, la cui sede locale è intitolata proprio a Sandro Sciotti, insieme al Comitato di Quartiere locale hanno reso omaggio anche quest’anno alla stele posta nel centro di Santa Maria delle Mole.

Un ricordo di una comunità che non dimentica chi, nell’esercizio del suo dovere, ha perso la vita per contrastare un atto criminale.

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