Cecchi e la crisi strutturale della sua disintegrata coalizione di centrodestra

Se il campo progressista marinese con grande fatica e alcune contraddizioni cerca una quadra sul programma da presentare nel 2027 per riconquistare Marino, la maggioranza che supporta oggi Stefano Cecchi è tutt’altro che esente da ‘tormente interne’ e, a parte i selfie e i battimano sui social delle clientele, vive ormai da mesi dentro una crisi che non è più un incidente di percorso, ma una condizione strutturale.

Il dossier urbanistico, e in particolare il Piano Urbanistico Comunale Generale approvato un anno fa, è diventato il vero terreno di scontro su cui si misura la tenuta politica dell’attuale sindaco. Più che un semplice atto amministrativo, il piano ha assunto il peso di una prova di forza, facendo emergere divisioni profonde nel centrodestra che sostiene l’amministrazione.

La frattura è nata quando una parte della coalizione ha chiesto prudenza, rinvii e approfondimenti, mentre Cecchi ha scelto di andare avanti anche di fronte ai suoi ormai pubblici conflitti di interesse di famiglia connessi al Piano Urbanistico. Da quel momento l’urbanistica ha smesso di essere materia tecnica e si è trasformata in una cartina di tornasole della maggioranza: da una parte il sindaco e i suoi sostenitori più fedeli, dall’altra vari consiglieri e dirigenti di partiti importanti sempre meno disponibili a seguire una linea imposta dall’alto.

Il risultato è una maggioranza che governa oggi, ma non convince neanche chi sta a destra nello schieramento: più che altro Cecchi resiste, puntando alla politica di breve termine dei selfie per arrivare a fine mandato.

Nel corso degli ultimi mesi, le tensioni non si sono attenuate. Al contrario, si sono moltiplicate tra critiche pubbliche, prese di distanza e rimpasti interni che hanno mostrato quanto il sostegno a Cecchi sia diventato intermittente.

La revoca dell’assessore Toppi di un anno fa ha rappresentato uno dei segnali più evidenti dell’inizio di questa fase: non soltanto un episodio politico, ma il simbolo di una coalizione in cui la disciplina di partito sembra aver lasciato il posto alla negoziazione continua. In parallelo, anche i consiglieri di Forza Italia e Lega hanno manifestato insofferenza crescente, fino a far parlare di un centrodestra ormai frammentato e difficilmente riconducibile a una linea unica, e addirittura approdare dalla parte dei progressisti in opposizione.

L’urbanistica, però, non è soltanto il tema che divide. È anche quello che rivela la fragilità della leadership di Cecchi e svela i suoi conflitti d’interesse ai cittadini. Ogni passaggio politico sul PUGC o sugli strumenti di pianificazione urbana finisce per produrre nuove tensioni. In questo senso, la crisi è perenne perché non riguarda un singolo voto o un singolo provvedimento, ma il rapporto complessivo tra il sindaco e la sua maggioranza, che nell’ultimo periodo è variata di mese in mese.

Il quadro che ne esce è quello di un governo locale formalmente in piedi, ma politicamente logorato.

Insomma se la parte progressista a sinistra oggettivamente fatica, la parte conservatrice a destra certo non sta molto meglio e resta in attesa dei sommovimenti che produrranno, prima o poi, i … Vannacciani marinesi. E saranno nuovi dolori per i marinesi e per la vita della città.

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