Il 20 giugno scorso a Bibliopop si è svolta una serata dedicata attraverso del romanzo dell’arch. Francesca Luciano alla figura di Lina Bo Bardi, donna e architetta, tra le più originali protagoniste dell’architettura del Novecento, capace di costruire con il proprio lavoro un ponte culturale tra l’Italia e il Brasile.
“La sua architettura va oltre gli edifici e i materiali” ci ha precisato l’autrice del libro Francesca Luciano, “raccontare Lina ha significato raccontare le persone, il valore dei luoghi vissuti, l’importanza della memoria e la spontaneità con cui gli spazi possono essere abitati”.
L’incontro, che ha visto la Sala di Bibliopop completamente gremita, ha avuto come fulcro la presentazione del romanzo Lina Bo Bardi, pubblicato da Bookendipity lo scorso aprile, e si è trasformato ben presto in un dialogo aperto tra i presenti sul ruolo dell’architettura nella società contemporanea.
Nel corso della presentazione, accompagnata dalla proiezione di slide e di un breve video, si sono alternati momenti di lettura recitata di alcuni brani tratti dal romanzo, conversazioni con Antonio Lucignano, che ha accompagnato l’autrice Francesca Luciano nell’approfondimento dei temi del libro, e momenti di confronto con il pubblico.
Il racconto, costruito attraverso parole, immagini e voci, ha restituito la complessità di questa figura straordinaria del Novecento, capace di attraversare due continenti e due culture mantenendo sempre al centro della propria ricerca l’essere umano.
“Lina Bo Bardi raccontata nel corso della serata” precisa l’autrice del romanzo Francesca Luciano “è diversa dall’immagine dell’architetta celebrata esclusivamente per le sue opere più note. Il romanzo mette in luce la donna prima della progettista: una giovane che affronta la guerra, le difficoltà dell’emancipazione femminile, la scelta di lasciare l’Italia per il Brasile e, soprattutto, il progressivo maturare di una poetica architettonica fondata sulla centralità delle persone“.
In diversi momenti il pubblico è stato coinvolto attraverso domande aperte che hanno stimolato riflessioni personali. Che cosa rende veramente accogliente uno spazio? In che modo affrontiamo le grandi scelte della vita? Quale responsabilità ha oggi l’architettura nei confronti della collettività? Interrogativi che, pur nascendo dalla vicenda di Lina Bo Bardi, hanno trovato numerosi punti di contatto con il presente, dimostrando quanto il suo pensiero sia ancora straordinariamente attuale.
Il dialogo ha così toccato temi di grande attualità: il valore degli spazi pubblici, l’inclusione, la memoria dei luoghi e la necessità di progettare pensando prima di tutto alle persone e non soltanto agli edifici. Una visione dell’architettura che Lina sintetizzava con un’idea semplice quanto rivoluzionaria: gli edifici acquistano significato soltanto quando vengono vissuti.
Il romanzo Lina Bo Bardi inaugura inoltre una nuova collana editoriale dedicata ai grandi architetti del XX secolo. L’obiettivo è raccontare, attraverso la forma del romanzo, non soltanto le opere, ma anche le vicende umane, le scelte e il pensiero che hanno plasmato alcuni dei protagonisti dell’architettura moderna. Il secondo volume della collana è già in fase di realizzazione.
“Un ringraziamento speciale” conclude l’autrice Francesca Luciano “va ai volontari di Bibliopop, che ancora una volta hanno dimostrato come una biblioteca possa diventare un autentico presidio culturale e sociale. Con la loro accoglienza e il loro impegno hanno costruito uno spazio vivo e aggregativo, capace di favorire le relazioni e le idee”.
Il volume Lina Bo Bardi è disponibile presso la libreria Favole di miEle, in via Gustavo De Luca 10 a Marino, libreria di riferimento della casa editrice Bookendipity per l’area dei Castelli Romani, dove è possibile acquistare il libro e intraprendere un viaggio alla scoperta di una donna che ha insegnato come l’architettura acquisti significato solo quando viene abitata dalle persone.

Sentite felicitazioni, per l’appassionato proficuo impegno a Francesca Luciano.