di Marco Carbonelli –
Di recente, per un paio di volte, mi è capitato di stimolare pubblicamente sui social il sig. Pisani, attuale Presidente del Consiglio Comunale di Marino, a dire la sua opinione sui gravi fatti legati all’uso apparentemente strumentale per finalità politiche delle organizzazioni del terzo settore e all’uso del 5 per mille denunciati pubblicamente anche dal nostro giornale. Per chi vuole dettagli pubblici sulla questione basterà leggere qualcuno dei nostri articoli di giornalismo d’inchiesta legato alla testata DICIAMOLO, al suo precedente editore, Associazione Insieme per lo Sviluppo, e all’uso di propaganda politica a cui è apparso essere destinato questo strumento.
Non ci vuole un fine giurista per capire quanto questi fatti siano gravi per il senso etico di una comunità, né una laurea in giurisprudenza per comprendere come dietro a queste condotte pubbliche possano essere individuati dei potenziali reati.
Ad ogni modo quest’ultimo aspetto è di competenza dei giudici e a questo argomento torneremo quando, eventualmente, inquirenti e giudici si pronunceranno.
Quello che voglio trattare qui è la sconcertante e banale modalità di comunicazione del sig. Presidente del Consiglio Pisani a riguardo di questo tema sui social.
Prima di mostrare lo screenshot di un commento che intendo analizzare con voi lettori, però, mi è necessario sinteticamente indicare da dove nasce la notorietà e cosa vuole dire ‘quaquaraquà‘, sostantivo con valore metaforico tentato di affibbiare dal sig. Pisani a me e alla redazione di Noi Cambiamo.
L’uso di questo sostantivo fu reso immortale dallo scrittore, saggista, giornalista, intellettuale e politico Leonardo Sciascia nel suo libro ‘Il giorno della civetta‘, edito da Einaudi nel 1961.
“Uomini, mezz’uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà” questa è la sequenza di parole che Sciascia mette in bocca al capomafia, don Mariano Arena, che comanda contro la stessa legge dello Stato il paese siciliano in cui si svolge la vicenda raccontata nel libro. E, aggiunge il mafioso don Mariano, spiegando il concetto che vuole esprimere: “Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà.
Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre“.
Bene, ora passiamo allo screenshot del nostro sig. Presidente del Consiglio, consigliere della Lega Nord a Marino. Il dialogo da cui è estratto il commento è tra il sig. Pisani e Gianni Botta, persona che cura con l’intera redazione di Noi Cambiamo gli articoli su aspetti amministrativi e di politica locale a Marino.
La richiesta del ‘numero di ruolo‘ associata poi alla domanda retorica ‘devo pensare che siate dei quaquaraquà‘ sposta manipolatoriamente il tema sulla affidabilità delle persone – me per primo citato nel commento e anche, potenzialmente, tutta la Redazione – che chiedono lumi al riguardo dei comportamenti sul 5 per mille legati a DICIAMOLO.
Ora, caro sig. Pisani, le faccio osservare che non ci risulta arrivata alla nostra Redazione da parte di chicchessia nel suo gruppo politico e di interessi di riferimento querela alcuna su quanto da svariati mesi pubblicato dal nostro giornale – sulla base di atti pubblici e non certo di calunnie come banalmente lei riferisce …- con svariati articoli a riguardo dei gravi comportamenti, messi nero su bianco negli articoli, dell’Associazione Insieme per lo Sviluppo, e dello stesso giornale DICIAMOLO.
Vede, a differenza di chi starnazza sui social spesso non assumendosi responsabilità o nascondendosi dietro ad un fake, a noi testate giornalistiche registrate al tribunale si applicano una legge sul giornalismo e tutte le conseguenti norme di settore. Quando scriviamo, oltre ad essere registrati al tribunale come persone responsabili (nel mio caso di Direttore) ci è imposto dal codice deontologico di partire dalla verità, fatti oggettivi (come ad esempio il fatto del 5 per mille su DICIAMOLO, che lei retrocede in modo sconcertante a semplice ‘pubblicità su un giornale a distribuzione gratuita’), dalla pertinenza, cioè l’interesse pubblico della notizia trattata, e per finire dalla continenza, cioè una esposizione corretta, misurata e civile dei fatti.
Vede noi le responsabilità ce le assumiamo sempre, e non da un giorno, se ne faccia una ragione.
Dato che, glielo ricordo con un ampio sorriso sulle labbra, noi siamo tra quelli dei ricorsi al TAR fatti da Argine Divino Amore (ADA) sin dal 2011 contro il cemento, quelli che, assieme ai coraggiosi amici allora in politica a Marino e ai livelli superiori, hanno fermato la speculazione del Divino Amore tra il 2016 e il 2021 (non si ricorda i suoi ironici commenti pubblici sui social sul commissariamento regionale ‘certo’ nel 2016 del sindaco Colizza per far avviare gli scavi dei palazzi a S. Maria delle Mole? Della mozione con errori presentata da suo fratello in Consiglio Comunale, mal copiando una mozione di Tammaro?), quelli che hanno ottenuto con il ministro 5S Costa nel 2018 il primo (e unico in Italia a nostra conoscenza) decreto ministeriale per la riduzione del 36% del numero di voli all’aeroporto di Ciampino, o molto più ravvicinato, contrastano ancora al TAR la VIA-PAUR che darebbe il via all’inceneritore … (mentre voi siete scomparsi dai radar…).
Beh, sarò buono perché penso abbia capito il senso e mi fermo qui nell’elenco…, e sottolineo solo come il termine quaquaraquà non è affatto adeguato se applicato a noi, e risulta pure profondamente disonesto intellettualmente se ad applicarlo è uno che queste cose elencate dovrebbe conoscerle.
Potrà, sempre con una certa ironia, usare questo termine, chessò, per quelli a lei vicino che dicevano di abolire la Fornero e non l’hanno fatto, o ancora più vicino, a chi nel programma 2021 per Evviva Marino si era impegnato di realizzare una tangenziale con ponte in legno a Santa Maria delle Mole per arrivare all’Appia Nuova (ovviamente non realizzato, come ben oltre la metà del programma del suo centrodestra marinese).
Nella speranza di averle chiarito con gentilezza, continenza e un pizzico di ironia la situazione nonché l’uso più appropriato dei termini, la invito a continuare a leggere il nostro giornale perché ne potremmo avere ancora delle ‘belle‘ da pubblicare fino alle prossime amministrative nel 2027.
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Sbaglio o è una prerogativa di chi ha qualcosa da nascondere quella di screditare chi porta a conoscenza certe verità scomode? Non posso non pensare all’attuale situazione che sta vivendo Ranucci e la trasmissione Report. La mia speranza però rimane sempre la stessa sui governanti a qualsiasi titolo, che capiscano che il loro ruolo è quello di fare il bene comune, di essere al servizio dei cittadini… tutti!