Nuova dichiarazione della Rete Tutela Roma Sud, in attesa della Manifestazione del 3 ottobre e della successiva decisione del TAR sui ricorsi sulla VIA PAUR. Intanto la Rete si sofferma anche sulle denunce per il possibili rifiuti tossici, sospetto amianto, nell’area dell’inceneritore.
“A noi interessa innanzitutto che il 7 ottobre sia accertata l’illegittimità del PAUR dal TAR Lazio, ciò non toglie che vada tutelata la salute di tutti, anche dei lavoratori del cantiere.
Si sapeva che il terreno era inquinato, perché lo aveva dichiarato l’ARPA in conferenza dei servizi, però non aveva riscontrato la presenza di amianto. Dalla notte del 18 settembre in poi sono state movimentate grandi quantità di terra, confinandola in big bag con l’etichetta di amianto.
Subito abbiamo segnalato la cosa ed è intervenuta la Polizia di Stato, identificando i presenti all’interno del cantiere. Il giorno seguente abbiamo fatto accesso agli atti per avere la documentazione, senza la quale possiamo solo sospettare il contenuto dei big bag.
Sappiamo che in presenza di contaminazione di amianto va effettuata la bonifica, ma purtroppo il cantiere del termovalorizzatore non si ferma. Ci vorrà più tempo e il costo della bonifica rischia di essere addebitato all’AMA, in quanto proprietaria del terreno.
Questi sono i fatti accertati finora.
Quando si parla di salute pubblica e tutela del territorio, la serietà e il rigore sono fondamentali per non illudere le persone.
In proposito esprimiamo un sentito ringraziamento per la disponibilità e la serietà dimostrate dalla consigliera capitolina Virginia Raggi, che senza comunicati — supportata dall’analisi tecnica dello Sportello Amianto Nazionale APS — è stata la prima a formalizzare un’interrogazione ex art. 105 a Roma Capitale riguardo al cantiere del termovalorizzatore a Santa Palomba.
In questo contesto è fondamentale la legittimazione giuridica: Roma Capitale è il committente diretto dell’opera. Un’interrogazione presentata nell’Assemblea Capitolina è un atto istituzionale formale che impone all’amministrazione cittadina di rispondere fornendo dati e riscontri ufficiali. Al contrario, le richieste o le prese di posizione formali dei Comuni della provincia non hanno giurisdizione diretta sugli atti di Roma Capitale e, sul piano meramente procedurale, valgono quanto quelle presentate da singoli cittadini.
Questo non significa affatto che le amministrazioni locali non abbiano un peso, il ruolo dei Comuni della provincia è quello di stare concretamente al fianco dei propri cittadini, nei ricorsi, portando le istanze delle comunità territoriali sabato 3 ottobre in piazza a Roma per fare fronte comune e sostenere con forza questa battaglia di trasparenza e tutela della salute.
La battaglia è faticosa, lasciamo a Roberto Gualtieri la responsabilità di dire bugie, invitiamo tutti al massimo rigore e responsabilità, perché illudere le persone fa perdere credibilità alla lotta”.
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