A Bibliopop si prepara un incontro dedicato a Lina Bo Bardi, figura centrale dell’architettura del Novecento e protagonista del primo volume della collana PASSaggi.
L’appuntamento è previsto per il 20 giugno alle 18:00 e sarà organizzato sotto forma di dialogo tra l’autrice del volume, Francesca Luciano, architetta e docente, che affianca alla ricerca progettuale l’interesse per la scrittura e l’illustrazione per l’infanzia, e Antonio Lucignano, docente di scuola primaria, attivista politico e culturale con interessi che spaziano dalla scrittura alla musica e all’arte. La scelta del dialogo richiama il carattere stesso dell’architettura di Lina Bo Bardi, mai concepita come un gesto autoritario, ma come un invito costante alla collettività e all’incontro.
Presentare Lina in un contesto comunitario come Bibliopop significa rendere omaggio a una donna che ha sempre concepito la cultura come uno spazio orizzontale e partecipativo, mai come un’imposizione. Un primo passo per trasformare le parole scritte in un ponte verso la cittadinanza attiva.
La collana PASSaggi, non è una semplice raccolta di biografie ma nasce come un progetto editoriale pensato «con l’ambizione di fungere da bussola nelle tempeste della contemporaneità», come spiega l’autrice Francesca Luciano. Il percorso attraversa le vite di dodici architetti che hanno lasciato un segno nel mondo, raccontati non come geni isolati, ma come esempi di resilienza e strumenti di riflessione per il presente.
Il progetto si contraddistingue inoltre per un approccio interattivo unico nel panorama editoriale. I volumi invitano il lettore a confrontarsi con le crisi e le scelte dei protagonisti, trasformando la lettura in un’esperienza di partecipazione ed empatia. A differenza di altri romanzi interattivi qui la narrazione resta però fedele agli eventi storici, i fatti reali restano immutabili. Il lettore smette di essere semplice spettatore e viene coinvolto direttamente nei momenti decisivi della vita di Lina. Le scelte non modificano gli eventi storici, ma permettono di riflettere sul proprio modo di attraversare le crisi e il cambiamento. Attraverso il percorso narrativo, il lettore raccoglie oggetti simbolo e parole chiave che formano uno scrigno virtuale restituendo un ritratto intimo di chi legge trasformando il libro in un personale taccuino di formazione.
La scelta di inaugurare la collana con Lina Bo Bardi non è stata casuale; architetta, designer e giornalista, Lina è stata una pioniera assoluta, la cui storia attraversa guerra, ricostruzione, migrazione, trasformazione culturale mantenendo sempre una profonda attenzione alla dimensione umana dell’architettura. I suoi edifici nascevano per essere attraversati, vissuti e abitati dalle persone. Rileggere oggi Lina Bo Bardi significa interrogarsi sul ruolo sociale della cultura in un’epoca segnata da guerre, crisi ambientali e profonde trasformazioni. La sua opera ci ricorda che l’architettura non è fatta per essere contemplata da lontano ma vissuta nella quotidianità delle comunità.
Formatasi nel clima del razionalismo italiano, Lina Bo Bardi mise in discussione il proprio sguardo europeo aprendosi alla vitalità dirompente della cultura brasiliana.
Una ricerca che attraversa anche il volume dedicato alla sua figura, guidato da una convinzione che l’architetta amava ripetere: “L’architettura non esiste fino a quando una persona non entra nell’edificio”.
«Partecipare alla presentazione del 20 giugno», spiega Francesca Luciano, «significa condividere un momento di riflessione sul modo in cui attraversiamo le difficoltà del presente. Lina Bo Bardi ci insegna che non esistono percorsi perfetti, ma modi diversi di abitare la propria esistenza e trasformarla in una possibilità per il futuro».
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