Verso la Manifestazione unitaria in autunno a Roma contro l’Inceneritore di Gualtieri

Oltre 60 persone, in rappresentanza di 32 realtà associative e politiche, hanno partecipato il 4 agosto scorso, nonostante il periodo feriale, all’assemblea pubblica per costruire insieme la mobilitazione in vista della prima udienza del TAR del 7 ottobre sui principali ricorsi contro l’inceneritore di Roma.
L’assemblea organizzata, come detto, da oltre 30 realtà, ha espresso una larga convergenza sulla proposta di organizzare una grande manifestazione unitaria nel centro di Roma il 2 o 3 ottobre 2026, pochi giorni prima dell’udienza nella quale saranno affrontate questioni fondamentali per accertare la legittimità del procedimento autorizzativo: dal conflitto di interessi dell’autorità competente, alle criticità della Valutazione di Impatto Ambientale, fino ad altre rilevanti violazioni procedurali.
È stata proposta l’organizzazione di un corteo da Via Barberini, lungo Via del Tritone, fino a Palazzo Chigi.
“Una scelta che non è casuale” precisa la comunicazione di Rete Tutela Roma Sud.
“Da un lato, attraversare il cuore di Roma significa rompere il silenzio che per troppo tempo ha accompagnato questo progetto e portare all’attenzione dei cittadini una vicenda che riguarda la tutela della salute, dell’ambiente e della democrazia.
Dall’altro, il percorso passa davanti a sedi riconducibili al gruppo Caltagirone, tra cui Vianini Lavori e Il Messaggero, come messaggio simbolico nei confronti di quei poteri economici che sostengono l’opera e che, nelle scorse settimane, sono arrivati perfino a chiedere una limitazione del diritto di manifestare.
In una democrazia il diritto di manifestare appartiene ai cittadini e non può essere subordinato agli interessi dei grandi gruppi economici.
Il corteo dovrebbe concludersi davanti a Palazzo Chigi, perché questa vicenda non riguarda soltanto il Comune di Roma, ma anche le responsabilità del Governo, che ha lasciato che i poteri straordinari con cui è stato portato avanti il progetto fossero utilizzati per comprimere diritti e tutele. Contro qualsiasi ipotesi di proroga.
La manifestazione vuole essere la piazza di tutti: cittadini, associazioni, comitati, amministratori, sindaci, forze politiche, organizzazioni sociali e chiunque creda nella difesa della salute, dell’ambiente e dei principi costituzionali.
Per questo rivolgiamo un appello a tutte le associazioni, ai comitati, ai partiti, ai sindacati, alle istituzioni e agli amministratori del territorio: nei prossimi giorni fate sentire la vostra voce. Pubblicate un comunicato di adesione, condividete questa proposta, coinvolgete i vostri iscritti e tutti i cittadini.
Solo costruendo insieme una mobilitazione ampia, plurale e partecipata potremo dare forza a un messaggio chiaro: il 7 ottobre parleranno i giudici, ma nei giorni precedenti dovrà parlare il popolo, con la forza delle idee, della partecipazione e della democrazia“.

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