La terra dei fuochi: dalla Laurentina a S. Palomba il passo è breve. La nota di Rete Tutela Roma Sud

Per quanto l’incendio sia stato domato, non si ‘spengono‘ i dubbi e le perplessità  sull’incendio del 26 luglio scorso di via Laurentina dopo il GRA a Roma. I Vigili del Fuoco hanno domato non da molto gli ultimi focolai, i dati ambientali di Arpa Lazio mostrano valori in calo o rientrati e i campionamenti per la ricerca di amianto sono risultati negativi. L’area ora è sotto sequestro e le indagini sono in corso.
Resta il fatto che le fiamme, alimentate dalle temperature torride e dal vento, si sono propagate rapidamente a causa della combustione di una fitta vegetazione e, soprattutto, di rifiuti inquinanti, tra cui pneumatici, accumulati in una probabile discarica abusiva interrata. Il rogo ha richiesto l’intervento prolungato dei Vigili del Fuoco per spegnere focolai sotterranei durati tre settimane. I principali danni hanno riguardato, oltre alla viabilità, ancora una volta l’ambiente, a causa delle pesanti emissioni di fumi e diossine che hanno reso l’aria irrespirabile nei quartieri limitrofi di Roma Sud. Fortunatamente non si sono registrate vittime o feriti e le analisi ufficiali hanno escluso ad oggi la dispersione di amianto. L’intera area colpita è stata posta sotto sequestro giudiziario per le indagini ambientali.
A quasi un mese di distanza dall’evento, un recente articolo del Fatto Quotidiano redatto da Lorenzo Bisbiglia ripropone un tema inquietante legato al fenomeno della “terra dei fuochi” che caratterizza la capitale nei mesi estivi da oltre un decennio.
La Rete Tutela Roma Sud, organizzazione che sta combattendo la realizzazione dell’Inceneritore di Gualtieri previsto a S. Palomba, non lascia passare anche questo evento in modo superficiale e ha dichiarato sul suo canale social:
“Roma brucia perché manca la prevenzione.
Le ordinanze antincendio obbligano i proprietari dei terreni a mantenerli puliti. Ma chi controlla davvero? Perché si interviene dopo gli incendi, invece di verificare prima sterpaglie, terreni abbandonati e discariche abusive?
A Roma c’è un problema strutturale: troppi terreni non sono coltivati, ma lasciati per decenni nell’incuria da società immobiliari in attesa di un possibile cambio di destinazione d’uso.
Come possono essere garantiti controlli imparziali quando emerge che la presidente della società di Caltagirone proprietaria dei terreni è la sorella del Comandante della polizia locale di Roma che dovrebbe effettuare i controlli? È una questione che va chiarita pubblicamente, senza sconti e senza zone d’ombra.
Da tempo chiediamo controlli nel Consorzio Industriale di Santa Palomba. Eppure, ancora oggi, il bordo strada è pieno di sterpaglie e discariche abusive.
La prevenzione degli incendi non può essere uno slogan estivo. I controlli vanno fatti prima che i terreni prendano fuoco, non dopo.
Roma ha bisogno di controlli veri, trasparenti e uguali per tutti”.

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