Inceneritore di Gualtieri: nuovo esposto del M5S alla Corte dei Conti. I danni economici, ambientali e culturali del mega-impianto

Il 2 luglio scorso il M5S guidato a Roma da Virginia Raggi, con il deputato europeo Tamburrano, hanno informato di aver “depositato un nuovo esposto alla Corte dei Conti sull’acquisto da parte di Ama Spa dei terreni di Santa Palomba destinati al termovalorizzatore di Roma, in quanto riteniamo che si possa configurare un ulteriore danno erariale per la collettività. Dai documenti esaminati, risulta che l’area di 10 ettari e’ stata comprata da Ama al prezzo di 7.462.275 euro oltre Iva, una cifra totalmente ‘fuori mercato e artatamente gonfiata’ il cui valore risulterebbe determinato anche a seguito di più perizie dello stesso soggetto che si contraddicono tra loro, persino rispetto alla possibilità di costruire materialmente l’impianto“.
Questa la dichiarazione 5 Stelle rilasciata da Virginia Raggi, consigliera capitolina e già sindaca di Roma, Dario Tamburrano, europarlamentare M5s, Carla Canale, capogruppo della lista civica ‘Virginia Raggi in Municipio IX’ e Stefano Rosati, capogruppo del M5S in Municipio IV.
Che il terreno valesse meno di quanto pagato da Ama, lo dimostra il fatto che pochi mesi prima del rogito, la società venditrice aveva stipulato, con un’altra società, un preliminare di vendita dello stesso terreno per soli 4 milioni di euro – prosegue la nota del M5s -. Lo stesso presidente di Ama ha ammesso sotto interrogatorio di essere a conoscenza di questa proposta al prezzo inferiore, ma l’azienda pubblica ha pagato comunque il doppio basandosi su perizie semplici e mai asseverate“.
Rifiuti: M5s Roma, terreni termovalorizzatore pagati il doppio, esposto alla Corte dei Conti (2)
Al danno economico” continua la nota del M5S “si aggiunge il caos tecnico: il terreno prescelto è tagliato in due dal Fosso della Cancelliera e gravato da vincoli archeologici, un’omissione nelle perizie che ha costretto il Comune a spendere altri soldi pubblici, con delibera di Assemblea Capitolina ad aprile, per comprare un ulteriore terreno dallo Stato e spostare il fosso. Inoltre, la Soprintendenza speciale di Roma, in sede di parere Paur, ha denunciato di essere stata coinvolta solo ex post, a gara conclusa e contratti firmati, evidenziando un rischio archeologico medio-alto sull’area. Nonostante i paletti tassativi imposti a tutela del patrimonio e i limiti invalicabili sanciti dal Consiglio di Stato contro le deroghe commissariali, a meta’ maggio 2026 sono partiti i lavori di cantierizzazione a Santa Palomba. Cittadini e comitati segnalano perforazioni e sbancamenti senza che vi sia certezza sulla presenza costante dell’archeologo in cantiere o sul rispetto dei 3 metri di fascia inedificabile. Chiediamo quindi che si faccia chiarezza e si spieghi ai
romani perché sono stati buttati milioni di euro di soldi pubblici per un’operazione industriale opaca e dannosa per le casse capitoline e il territorio“.

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