La ricostruzione fantasiosa intorno a Bibliopop da parte di chi… non cambia mai

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Il nostro recente articolo riguardante la gestione del “Giardino Don Ugo Bassi – Maura Carrozza” di Santa Maria delle Mole ha riscosso molto interesse presso i lettori.
Come sempre più frequentemente accade, nel vivace dibattito nella nostra pagina Facebook c’è stato chi si è inserito (sig. Antonio Antonello Rocca) con una sua ricostruzione fantasiosa dei fatti dell’epoca, verrebbe da dire vere e proprie bugie alla luce dei fatti reali.


E sebbene, per certi aspetti, non varrebbe neanche la pena di rispondere a questo signore, è per il rispetto che nutriamo verso i nostri lettori che, in prima battuta, ci corre l’obbligo di tornare al lontano 2018 quando, sotto la Giunta del M5S, venne inaugurata la BiblioPop che era già stata assegnata con regolare manifestazione di interesse a Bibliopop ACAB nella primavera 2017.

La cronaca di quel giorno è riportata in questo articolo con cui pubblicammo il comunicato giunto in redazione di Sergio Santinelli, tutt’ora apprezzato Presidente dell’associazione, il quale con una “punta d’emozione” testimoniò il clima di incontro di questo avvenimento.
“Un successo di tutti” disse Santinelli, confermato dagli interventi di figure politiche che, pur distanti tra loro, vollero celebrare un avvenimento importante per il territorio: l’allora Vicesindaca del Comune di Marino Paola Tiberi, Eleonora Di Giulio, Alex Hobel, Vito Lolli, Riccardo Frascolli, addirittura l’attuale Sindaco Stefano Cecchi, l’ex presidente del Parco Dei Castelli Sandro Caracci, Mirko Laurenti, Gianfranco Venanzoni, Sante Narcisi, Cristina Cirillo, Andrea Sonaglioni, Silvia Rosati Cicerchia – figlia della Professoressa Giselda Rosati a cui venne intitolata la biblioteca -, Anna Maria Scialis, allora presidente dell’ANPI, l’Associazione Italia Cuba, il Circolo Legambiente Appia sud Il Riccio APS, l’ex segretario del PCI Stefano Enderle.

A rileggere i nomi citati nell’articolo dell’epoca ci si accorge che c’erano tutti… meno il livoroso signore (ed i suoi compagni socialisti di nuova generazione) che oggi scrive parlando d’altro, forse poiché ieri come oggi era chiuso nella sua stanza a covare invidia pigiando tasti a caso attingendo alla sua, debole, memoria.

Noi… Cambiamo, certe persone non cambiano mai.

 

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