Comunicato Stampa del Candidato Sindaco della Coalizione ‘L’alternativa ora c’è’ –
LO STADIO “ITALIA ’90” DIVENTA UNA PASSERELLA DI PARTITO:
DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE UN OLTRAGGIO ALLADEMOCRAZIA E ALLE ISTITUZIONI
L’inaugurazione del rinnovato manto dello storico Stadio Comunale “Domenico Fiore – Italia ’90”- a Marino si sta trasformando in una esibizione di grave arroganza istituzionale da parte dell’Amministrazione comunale. Un bene pubblico, riqualificato con soldi pubblici e destinato a tutta la cittadinanza, è stato ridotto a un vero e proprio “banco di propaganda” a uso esclusivo di Forza Italia e del centrodestra. Dopo l’occupazione di un luogo della cultura da parte del partito del Sindaco, in violazione dei regolamenti; il 18 ottobre ad essere colorato di azzurro sarà lo Stadio comunale “Domenico Fiore” nella sua nuova veste. Avevamo già sollevato il problema quando nel solito uso personalistico dei canali istituzionali, il Sindaco ringraziava il suo partito, in continua violazione del regolamento sulla comunicazione, lo stesso regolamento di cui l’amministrazione si fa scudo eliminando i commenti ritenuti poco opportuni per loro, sui social. La scelta di invitare una sfilata unilaterale di esponenti politici – tra cui ministri, parlamentari e il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, rigorosamente appartenenti a una sola parte politica – escludendo in modo sistematico e totale i rappresentanti di ogni opposizione, rappresenta un fatto di una gravità incredibile. È doloroso non leggere tra gli inviti la famiglia di Domenico Fiore che tanto si spese per lo stadio (tanto di meritarsi giustamente l’intitolazione) e quello dell’On. Santarelli, Sindaco Socialista che per primo immaginò la possibilità di poter portare la Nazionale di Calcio italiana a Marino. Inimmaginabile non leggere tra gli inviti quello del Consigliere Delegato per gli impianti sportivi e l’edilizia scolastica della Città Metropolitana di Roma Daniele Parrucci. I Sindaci hanno il dovere costituzionale di rappresentare l’intera comunità, non solo la propria coalizione.
Trasformare una festa per i giovani atleti e per la memoria calcistica del nostro territorio in un raduno blindato di partito è un duro colpo alle regole basilari del galateo istituzionale e della democrazia locale. Chi siede sulle poltrone del Comune sembra aver dimenticato che la gestione della cosa pubblica richiede rispetto per tutti. È necessario restituire dignità all’amministrazione e al ruolo sociale che gli impianti sportivi devono svolgere, per la crescita dei nostri giovani.
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