Brutte notizie per i “morosi” della TARI.
Infatti, con la Determina n.1344 del 19/10/2026 il Comune di Marino passa all’attacco di chi non ha provveduto al pagamento della TARI del 2022.
Nello specifico la Determina recita che:
- Considerato che l’Ufficio Tributi dell’Ente ha provveduto alla materiale predisposizione dei solleciti di pagamento TARI per omesso e/o parziale versamento della Tassa sui Rifiuti (TA.RI) per l’anno 2022;
- Rilevato che, in mancanza di pagamento del sollecito entro i 30 giorni, lo stesso si trasformerà in avviso di accertamento gravato di sanzioni e interessi da pagare entro 60 giorni dalla data di notifica a mezzo SEND;
- Preso atto del dettaglio documenti relativo ai suddetti solleciti/accertamenti agli atti;
- Ritenuto necessario al fine di garantire gli equilibri economici del bilancio comunale ed il rispetto dei vincoli di finanza pubblica:
- accertare gli importi relativi al coattivo TA.RI per l’anno 2022, oggetto di sollecito/accertamento, sul bilancio di previsione 2026-2028 per l’importo complessivo di € 2.049.598,10;
- procedere contestualmente all’eliminazione degli accertamenti relativi alla TA.RI. ordinaria annualità 2022 per insussistenza del credito (2.192.749,79 €).
In altre parole con questa Determina il Comune ha attivato il servizio SEND facendo sì che gli avvisi di riscossione della TARI del 2022 diventeranno notifiche recapitate direttamente ai destinatari tramite PagoPA/App IO, con la conseguenza che una volta ricevute avranno certezza legale.
Nel caso in cui ci fosse chi decidesse di ignorare la notifica, o comunque decorsi i termini di pagamento (di norma 60 giorni per i tributi locali come IMU e TARI), il Comune avvierà la procedura di riscossione coattiva e, cioè:
- Titolo esecutivo immediato: Molti atti comunali oggi sono già “accertamenti esecutivi”. Significa che non serve un giudice per dare il via alla riscossione forzata.
- Trasmissione all’Agente della Riscossione: Il Comune trasferisce il credito a un ente incaricato (come Agenzia delle Entrate-Riscossione o società private di riscossione locale).
- Emissione della cartella o ingiunzione: L’ente emette la cartella esattoriale o l’ingiunzione fiscale, che ti verrà notificata (spesso sempre tramite SEND o PEC).
- Conseguenze: L’importo iniziale sarà gravato da sanzioni maggiorate, interessi di mora e spese di procedura. Se non pagata, la cartella può portare a fermi amministrativi dell’auto (le “ganasce fiscali”), ipoteche o pignoramenti del conto corrente o dello stipendio.
Non parliamo solo di oltre due milioni di euro, ma anche di equità secondo cui chi ha sempre pagato puntualmente, adempiendo ai propri obblighi, non è il “solito fesso”.
Aspettiamo di vedere se questo provvedimento sarà reclamizzato dagli esponenti della Giunta, come avvenne all’indomani della “Rottamazione quinquies”.
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