Le storie dell’angelo: cronache di un osservatore con le ali … e un po’ di vertigini

di Gianna Santini –
Volando volando nei cieli immensi, mi soffermo ad osservare la mia amata Terra. Le vostre guerre, sembrano formiche impazzite che litigano per un granello di zucchero, convinte di possedere l’intero deserto. Guardo giù e vedo il fumo che sale, le case che bruciano e i vostri cuori che battono forte, come uccelli chiusi in una stanza buia.
 A volte mi viene voglia di scuotervi un po’ le spalle e sussurrarvi: Coraggio … state vincendo!…
Ma non posso! … è la vostra sfida.
Osservo il fragore dei vostri cannoni e il cinismo dei vostri schermi, e scorgo qualcosa che mi toglie il fiato, persino a me che non ne avrei bisogno.
Vedo un soldato che divide l’acqua con un gatto randagio. Vedo una donna che, tra le macerie, mette un fiore in un bicchiere sbeccato perché “la tavola dev’essere bella”. Vedo voi, così fragili e così testardi, che continuate a innamorarvi mentre i mercati crollano.
È questa la vostra ironia divina cari umani: siete fatti di fango e stelle, e proprio quando il buio si fa fitto, tirate fuori una luce che noi angeli quasi vi invidiamo.
 Il caos è solo il rumore che fa il vecchio mondo, mentre si rompe per lasciar nascere qualcosa di nuovo.
Abbiate fiducia. Il futuro non è scritto nelle vostre cronache nere, ma nel respiro di chi, stasera, rimboccherà le coperte a un bambino promettendogli che domani sarà un giorno bellissimo. E io sarò lì, a fare in modo che quella promessa non sia una bugia.
Non guardate solo le ferite: guardate le mani di chi le cura.
Ed è per questo cari umani che vi amo, nonostante tutte le apparenze  siete molto di più di quello che pensate.
 Abbagliato dalla vostra luce, tra una vertigine e un’altra, continuo a volare!

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