Quando l’unica arma che resta ad alcuni soggetti politici sono le bugie su Bibliopop per promuovere il loro candidato a sindaco

— Antonio Antonello Rocca (a sinistra) in un suo intervento in un incontro del 2025 con i socialisti e Cecchi

di Marco Carbonelli –

Durante la nostra attività di redazione a Noi Cambiamo, per ovvie ragioni di responsabilità e di correttezza nel fornire informazioni, presidiamo con vari volontari, oltre che i commenti sul giornale alla sua pagina web, anche i commenti sulla pagina Facebook al giornale dedicata.

Ci ha lasciati non poco perplessi, ieri, la lettura di un commento del sig Antonio Antonello Rocca, architetto dichiaratamente socialista che ha avuto a Marino il suo periodo più fulgido negli anni ’90, nel periodo craxiano per capirci, quando a Marino ha gestito, tra l’altro, il recupero del Convento degli Agostiniani, poi diventato ostello di piazza Garibaldi.

Tralasciando volutamente l’esito dell’uso di svariati miliardi delle vecchie lire destinate a questo scopo dell’Ostello, ora il redivivo sig. Rocca con un commento piuttosto logorroico impianta due argomenti, tra l’altro tra loro non correlati (sotto riportati integralmente per il testo e con immagine in parte), basati però su una assunzione iniziale marmorea:

“Il Giardino Don Ugo Bassi e la chiesetta  (ndr: dove oggi opera Bibliopop) sono rimasti chiusi per tutto il mandato 2016-2021 (ndr: cioè il tempo della governatura del M5S a Marino).

Nessun patto, nessuna assegnazione, anzi la chiesetta era diventata l’archivio privato di un commercialista che la divideva con il fratello noto esponente della destra marinese, anche se libero di esserlo. Il primo patto arriva solo il 16 giugno 2021 con la Determina 981, Sindaco Colizza, e viene firmato il 28 settembre 2021, venti giorni prima del voto DOPO 5 MESI DALL’ASSEGNAZIONE e dopo che l’Amministrazione Colizza ha fatto di tutto perchè la cosa non avvenisse salvo dover procedere in ultimo per obbligo di Legge“.

Vediamo ora, una per una, le molte menzogne del sig. Rocca espresse in così poche righe, fondamentali nel suo contorto ragionamento per poi chiosare a favore del neocandidato sindaco socialista pseudo-alternativo e del suo stesso partito.

Appena insediato il M5S nel 2016 fece una ricognizione degli spazi pubblici ed avviò l’anno dopo l’assegnazione per manifestazione di interesse degli spazi, con convenzioni per un triennio. Bibliopop e lo spazio giardino, che verrà denominato successivamente proprio dall’amministrazione M5S nel 2019 Parco Maura Carrozza su proposta di Bibliopop, furono assegnati nel 2017 a Bibliopop ACAB.

Sempre per il distratto lettore Rocca, che non riuscirà a farci cambiare neanche un po’ dato che a noi piace la verità non la bugia o la manipolazione, riportiamo qui due nostri articoli di Noi Cambiamo dell’epoca:

  • il primo è un comunicato stampa ACAB Bibliopop del 26 giugno 2017 in cui gli stessi di Bibliopop annunciano l’avvenuta assegnazione della struttura e la prossima apertura della Biblioteca G. Rosati https://www.noicambiamo.it/news/archives/3289  con questa immagine

  • il secondo relativo alla inaugurazione ufficiale formale di Bibliopop dell’8 ottobre 2018, con tanto di vicesindaco Paola Tiberi e tanti altri a fare da testimone politico della volontà della maggioranza M5S di apertura al territorio di uno spazio culturale finalmente aperto e sottratto ai favoritismi delle destre (come era stato fino al 2016 …). Anche qui forniamo immagine e link dell’articolo di Noi Cambiamo per la lettura. https://www.noicambiamo.it/news/archives/10744 .

Quello che il sig. Rocca indica come prima assegnazione nel 2021 è in realtà la seconda Manifestazione di interesse sui parchi che vide la riassegnazione a Bibliopop dello spazio già gestito (legga qui articolo https://www.noicambiamo.it/news/archives/29578).

Sulla critica, ridicola, sui tempi e le manfrine raccontate dal sig. Rocca, tutte balle ovviamente, va ricordato ai lettori che nel 2021 vivemmo la terza ondata di Covid e la predisposizione del PNRR, tutte le PA ebbero ritardi perché la priorità fu data, giustamente, alla salute e al recupero, ritardo in questo caso a Marino assolutamente insignificante perché la struttura nel frattempo era già assegnata e gestita da Bibliopop che aveva dato, con altre 30 associazioni ‘vere’ del territorio, già dal 2020 una grossa mano alla Protezione Civile locale per la gestione della emergenza pandemica (anche su questo Rocca potrà trovare sul nostro giornale molti articoli, e invece di criticare dicendo bugie potrebbe imparare a leggere fonti certe e affidabili o frequentare bar diversi …).

Mi fermo qui con i fatti e non le chiacchiere del sig. Rocca, capace solo di gettare ‘mondezza’ e confusione sui fatti e le persone per proclamare la bontà di un candidato sindaco sulla cui affidabilità dimostrata abbiamo scritto ormai da tempo fatti e opinioni.

Infine, mi si lasci esprimere i miei auguri a Bibliopop per la manifestazione di interesse, facciamo tutti il tifo per il Presidente Santinelli, davvero brava persona, e i giovani di Bibliopop!

Screenshot della parte iniziale del commento di Rocca su FB

Testo integrale del commento del sig. Rocca

Vorrei dire due cose sull’articolo su Bibliopop perché i cittadini di Santa Maria delle Mole e non solo conoscono la realtà dei fatti e sanno valutarla.
Il Giardino Don Ugo Bassi e la chiesetta sono rimasti chiusi per tutto il mandato 2016-2021. Nessun patto, nessuna assegnazione, anzi la chiesetta era diventata l’archivio privato di un commercialista che la diivideva con il fratello noto esponente della destra marinese, anche se libero di esserlo. Il primo patto arriva solo il 16 giugno 2021 con la Determina 981, Sindaco Colizza, e viene firmato il 28 settembre 2021, venti giorni prima del voto DOPO 5 MESI DALL’ASSEGNAZIONE e dopo che l’Amministrazione Colizza ha fatto di tutto perchè la cosa non avvenisse salvo dover procedere in ultimo per obbligo di Legge. Ha anche provato ad annullare bando ed assegnazione ma non c’è stato tempo. Il possibile motivo è solo un sospetto e quindi di poco valore. Sono atti pubblici e atti che si possono ricostruire confrontando date, procedure e procedimenti e che chi fa il mestiere di Giornalista sa benissimo come adoperare..
La Delibera 170 del 2026 di Cecchi NON CACCIA NESSUNO. Semplicemente prende atto che quel patto scade e dice che si farà un nuovo bando, come prevede il Regolamento dei Beni Comuni. È la stessa strada usata nel 2021 dallo stesso Colizza o dal Suo Governo, per assegnarlo la prima volta, ed è l’unica trasparente. Il rinnovo diretto sarebbe stato impugnabile.
Allora fa specie vedere oggi chi ha tenuto chiuso quel bene per cinque anni e aspettato tanto ad assegnarlo nonostante la vittoria di un regolare bando, presentarsi come paladino di Bibliopop contro il bando medesimo ed analogo a quello fatto da LUI. Bibliopop per cinque anni ha chiesto le chiavi, e oggi diventa oggetto di attenzioni tardive. In questi anni Bibliopop è “legalmente” diventata lavorando, uno dei pochi spazi aperti e pluralisti del territorio. È normale che chi sta costruendo un’alternativa guardi a quel parco come luogo di confronto, tanto è vero che proprio lì e guarda il caso che non sarà sfuggito al Colizza, è stato convocato l’incontro del 18 settembre della coalizione che fa riferimento a Fabio Mestici.
C’è poi un altro dato che l’articolo non dice. La delibera affida la procedura al Dott. Gasbarroni. Gasbarroni è il dirigente fiduciario scelto da Colizza, con decreti del 2020 e 2021, e poi confermato da Cecchi nel 2023 e 2024. È un incarico ex art. 110, quindi fiduciario per legge, la proroga si può fare, ma sul piano dell’opportunità lascia pensare, perché è lo stesso dirigente fiduciario che attraversa due amministrazioni diverse, (o almeno questo risulta agli atti visionabili). Anche questo i cittadini lo notano.
Almeno su questo punto va detto che Cecchi ha scelto la strada giusta, quella trasparente. Magari fosse stato sempre così, perché per altri beni di cui lo stesso giornale ha scritto, come Parco Falcone o Parco Lupini Spigarelli, si è andati ad assegnazione diretta.
Infine Bibliopop non deve scegliere quale strada seguire, l’unica strada è rispondere al bando. E lo saprà fare benissimo da sola, senza bisogno di finte emozioni e di paladini dell’ultima ora, perché ha le caratteristiche, le capacità, i fatti di cinque anni di lavoro e le idee nuove per partecipare e vincere. Colizza infine non è nuovo a contradizioni e per esempio arriviamo al Mitreo, che è un altro esempio che spiega il metodo. Ai tempi dell’Amministrazione Colizza il Mitreo di Marino, uno dei tre mitrei dipinti più importanti d’Italia, fu tolto alla gestione storica dell’Archeoclub di Marino, che da decenni lo custodiva con volontariato e competenze locali, per affidarlo senza nessun bando pubblico trasparente a una cooperativa di Venezia, CoopCulture, la stessa che risultava poi nel comunicato del 15 ottobre 2021 come incaricata della gestione con prenotazioni solo sul suo sito. Nessun bando, nessuna graduatoria, scelta diretta.
Poi è arrivata l’Amministrazione Cecchi e ha fatto un bando pubblico trasparente per la gestione del Mitreo. E quel bando lo ha vinto Archeoclub di Marino, con ben dieci punti di distacco dalla seconda classificata. E la seconda classificata era sempre la stessa cooperativa di Venezia. Una cooperativa che in città è stata più volte indicata, a livello di chiacchiericcio politico, come vicina all’area dei 5 Stelle. Vicinanza tutta da verificare, sia chiaro, è un sospetto circolato, non una certezza, e come tale va preso.
Il dato certo però è uno: senza bando, ai tempi di Colizza, il Mitreo era andato a quella cooperativa. Con il bando, ai tempi di Cecchi, ha vinto Archeoclub con dieci punti di differenza. Quando non si fa il bando vince la scelta diretta personale, quando si fa il bando vince il merito e vince il territorio. Speriamo che a scadenza dell’Affidamento e quindi difronte all’obbligo di legge di procedere con uno nuovo, Colizza non lo trovi disdicevole o che addirittura dica che una Associazione Locale come l’Archeoclub non meriti di essere cacciata. Sarebbe perlomeno strano visto che Lui è un Avvocato e la legge la Dovrebbe conoscere e se no, qualche dubbio potrebbe venire su come ha condotto 5 anni il Comune di Marino. Sicuro qualche perplessità e venuta ai Cittadini di Marino medesimo visto che gli hanno preferito Stefano Cecchi nel confronto a due. Ora sembra sia pronto ad una nuova candidatura sebbene la precedente bocciature e che dire, si vedrà.
Poi se proprio vogliamo dirla tutta, forse Noi Cambiamo dovrebbe cambiare sul serio, e iniziare a raccontare i fatti come stanno, non come conviene.

 

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