Inceneritore e la lettera della Rete Tutela Roma Sud all’inaffidabile e poco credibile PD

Con un blitz in una riunione della campagna elettorale ad Albano, la Rete Tutela Roma Sud ha consegnato ai dirigenti del ben poco affidabile PD una lettera di dura condanna del comportamento del Sindaco Gualtieri e del PD stesso nei suoi vertici sulla questione dell’Inceneritore di Santa Palomba.
Ecco la nota e la lettera prodotta da Rete Tutale Roma Sud.
“Abbiamo consegnato a mano una lettera a Daniele Leodori, Camilla Laureti, Marta Bonafoni, Emanuela Droghei ed Eleonora Mattia. Continueremo a farlo, la invieremo ai parlamentari, consiglieri, dirigenti, quadri e militanti del Partito Democratico in tutta ITALIA, perché il problema va affrontato e non si può girarci intorno in eterno.
Il metodo Roma fondato sulla prevaricazione e l’umiliazione dei territori è INACCETTABILE.
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Cari dirigenti del Partito Democratico,
Vi scriviamo con un senso di profonda preoccupazione. È giunto il momento di aprire gli occhi sull’asse trasversale che, sulla questione del termovalorizzatore di Roma, vede saldarsi le posizioni del centrodestra con la corrente interna del partito che fa capo a Mancini e al Sindaco Gualtieri.
Questa convergenza non è un segno di pragmatismo, ma il sintomo di una pericolosa deriva. Mentre il Partito Democratico di Albano si è schierato fin da subito al fianco dei cittadini e dei territori, in coerenza con le battaglie portate avanti dal PD in Sicilia, nelle Marche, in Umbria e in Liguria contro impianti simili, a Roma si è consumato un tradimento del mandato elettorale. L’Italia e la nostra Capitale sanno e possono fare di meglio che regalare rendite prive di rischio a Caltagirone, Acea e ai grandi gruppi finanziari, per un business stimato in circa 7,4 miliardi di euro nei prossimi decenni.
Dobbiamo dircelo con franchezza: la storia di questa città insegna che un bravo Sindaco per Roma deve avere il Messaggero contro, quale dimostrazione che non è asservito agli interessi del suo editore, ma persegue l’interesse pubblico. Gualtieri, purtroppo, non gode di questa opposizione. Al contrario, assistiamo a un “metodo” che calpesta la partecipazione: avere la tessera del PD non può e non deve essere un salvacondotto per adottare metodi d’imposizione, che se fossero utilizzati dal centrodestra non esiteremmo a definire “fascisti”. La democrazia non è un accessorio, ma il cuore della nostra identità.
Tutto il procedimento fino alla Valutazione di Impatto Ambientale è stato un campionario di “mistificazioni e omissioni” che minano le fondamenta dello Stato di diritto:
Tradimento del mandato elettorale e poteri commissariali: Gualtieri è stato eletto con un programma che non prevedeva l’inceneritore, in linea con il Piano Regionale dei Rifiuti del 2020 che puntava al recupero di materia. La nomina a Commissario, avvenuta tramite il governo Draghi senza una vera maggioranza politica sul tema, è servita unicamente a violare la legge regionale e a derogare alle norme ordinarie per un impianto che entrerà in funzione ben oltre il Giubileo.
Mancanza di trasparenza e censura: le osservazioni presentate durante la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) sono state pubblicate in modo parziale, “censurate e sintetizzate”. Nella fase della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), le osservazioni del Comune di Albano sono state ignorate e rimaste prive di risposte puntuali.
Manipolazione dei vincoli territoriali: è documentato come la mappa delle aree idonee sia stata modificata poco prima dell’acquisto del terreno a Santa Palomba (novembre 2022) per rimuovere i vincoli idrici precedentemente esistenti.
Negazione del confronto: Gualtieri, venendo meno ai suoi obblighi di Sindaco Metropolitano, ha sistematicamente negato il dibattito pubblico richiesto a più riprese dai Comuni, anche con delibere approvate nei consigli comunali come prevede il codice degli appalti.
Conflitto di interessi: emerge un palese conflitto nel ruolo di Gualtieri, che agisce contemporaneamente come Commissario Straordinario (autorizzatore), committente e azionista di maggioranza del proponente (Acea).
Non possiamo restare silenti di fronte a quello che appare come un “disegno eversivo” che ricorda la caduta di Ignazio Marino, punito per aver voluto impianti pubblici di recupero materia che avrebbero rotto gli interessi della “cricca del termovalorizzatore”.
Chiediamo al Partito Democratico un sussulto di orgoglio e coerenza. Difendiamo i valori della partecipazione e dell’ambiente contro interessi privati famelici. Non siate complici di un’operazione che brucia materie prime e futuro in nome del profitto di pochi.
RESISTERE a questa deriva è un obbligo morale per chiunque creda ancora nella politica come servizio al bene comune”.

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