Comitato Protezione Boschi dei Castelli: assemblea per richiedere il blocco dei tagli e un limite per i prelievi di acqua dai laghi

Comunicato stampa del Comitato Protezione Boschi Colli Albani –

VENERDI 24 LUGLIO – ASSEMBLEA PRESIDIO A ROCCA DI PAPA – DALLE ORE 10.00 in piazza della Repubblica

La mobilitazione estiva non si ferma, in realtà neanche rallenta ai Castelli Romani.

Tra l’inceneritore sull’Ardeatina, le gettate di cemento con fondi pubblici sulle sponde del lago di Nemi, la trasformazione di un vivaio in un benzinaio a ridosso dei boschi, i nulla osta e i pareri di conformità rilasciati su una quarantina di ettari di terreni pubblici e privati ai fini dei tagli degli alberi, non si può rimanere in silenzio.

Tra gli ultimi esempi di “Sostenibilità Integrale”, una sorta di autodichiarazione di intenti elaborata dal vertice dell’Ente Parco, basta citare l’approvazione del taglio di fine turno per 140 mila metri quadri a “La Madonnella” di Rocca di Papa e il nulla osta alla nuova condotta idrica di ACEA che preleverà direttamente dal lago Albano.

Entrambe con prescrizioni e scrivendo in tali atti che nel primo caso si tratta di un’area ad equiparato “rischio di frana molto elevato” e nel secondo che “il pozzo Sforza Cesarini, ancora non legittimato tramite una concessione, ha sinora sottratto notevoli quantità di acqua dal lago Albano”.

Riteniamo che questo territorio, messo al sacco da cementificatori e imprenditori privati di varia natura agevolati da diverse amministrazioni locali, non possa più sostenere che il suo habitat venga continuamente smantellato, superando gli scopi dell’Ente Parco ed i vincoli che vengono di fatto scavalcati accettando studi presentati dalle parti che hanno intenzione di saccheggiarlo.

Abbiamo letto le dichiarazioni del presidente del Parco dei Castelli in cui in poche settimane ben 10 controlli su 12 cantieri forestali hanno prodotto sanzioni pari a 20.000 euro.

Se la situazione di irregolarità è così diffusa, il problema che poniamo dovrebbe prevedere misure ben più drastiche, dato che in 8 anni abbiamo già perso oltre il 20% di massa boschiva.

Perché i cantieri forestali non vengono bloccati se comportano danni alle zone protette? Perché si continuano a fare ordinanze in cui vengono concesse proroghe all’esbosco fino a fine luglio, con rischio di incendi notevole, quando i lavori sarebbero dovuti finire a febbraio?

In piazza daremo notizie circostanziate riguardanti le spese dell’Ente Parco che non vengono ritenute degne di nota da chi gestisce il settore “comunicazione” e scoprireremo che qualora i 20.000 euro saranno effettivamente riscossi, non copriranno neanche i “premi” per gli ex-dirigenti

Abbiamo richiesto un incontro in delegazione con il direttore e alcuni tecnici dell’Ente Parco, ed un accesso ad una decina di atti amministrativi e dati aggregati che dovrebbero essere loro noti.

Per questo, venerdì 24 luglio, dalle 10.00, convochiamo un presidio-assemblea in piazza della Repubblica a Rocca di Papa, non distante da “Villa Barattolo”: faremo il punto della situazione, con la speranza di essere ricevuti la mattina stessa anche per far prendere una posizione ufficiale all’Ente Parco contro il progetto dell’inceneritore, visto l’impatto negativo che avrà sui Castelli.

Nel frattempo continuaiamo ad eseguire chiamate agli organi di controllo competenti per i boschi, esposti sui tagli e il mancato ritiro nei tempi previsti, segnalazioni formali sui cantieri forestali e su quello del lago di Nemi per lo “Sport Lineare” con cementificazione annessa…

Alla fine, facendo informazione, documentandoci e con il sostegno di numerosi scienziati non piegati alle logiche di mercato siamo convinti che la popolazione saprà difendere autonomamente lo stupendo patrimonio che la circonda prima che la devastazione ed il saccheggio venga completato.

Sabato 3 ottobre, in occasione dell’inzio della nuova stagione dei tagli boschivi, abbiamo intenzione di tornare a Rocca di Papa, stavolta in corteo, mentre il giorno seguente stiamo organizzando un’assemblea plenaria per trasformare il parco da regionale a nazionale.

Insomma, nonostante le emergenze continue causate dall’operato combinato di enti pubblici e interessi privati, oltre ad intervenire su di esse occorre anche avere obiettivi a più lungo termine.

 

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