Sabato 7 a Bibliopop Odeh Amarneh, scrittore palestinese col suo libro “Memorie di un ragazzo di serie B”

Comunicato dell’Associazione ACAB/Bibliopop APS –

S. Maria delle Mole/Marino. A Bibliopop, Odeh Amarneh si confronta con Paola Quartetti e Valerio Canu sul suo libro «Memorie di un ragazzo di serie B». Letture di Sabina Barzilai
Sabato 7 novembre, alle 17.30 a Bibliopop, a S. Maria delle Mole (Marino)  in via    U. Bassi, sarà gradito ospite lo scrittore palestinese Odeh Amarneh. «Sarà presentato il suo libro, – specifica Sergio Santinelli presidente dell’associazione che cura e guida le attività di Acab/Bibliopop APS – un vortice di verità, dolore, passione, riscatto perfino anche se non compiuto perchè molte, troppe, sono le distanze che ancora separano il popolo palestinese dalla realizzazione del sogno, del diritto, ad una esistenza senza occupazione, senza apartheid, senza violenza.».
Infatti, la presentazione del testo, frutto di grande impegno personale di Odeh Amarneh, sarà svolto con il confronto vivo con la dott.sa Paola Quartetti, traduttrice ed esperta del mondo arabo, e con il dott. Valerio Canu, parimenti conoscitore del Medio Oriente e dirigente di Bibliopop. L’incontro avrà l’intensità del racconto tramite alcune letture selezionate, interpretate dalla regista e attrice Sabina Barzilai.
Come ha scritto tempo addietro in un suo commento sul Fatto Quotidiano la ricercatrice Federica Pistono : «L’autobiografia dello scrittore palestinese è, quindi, anche un testo di adab al-suğūn, quella letteratura di prigionia che costituisce un ricchissimo filone della narrativa araba. L’autore, descrivendo la vita detentiva nelle sue pagine, svela un mondo di violenze e di torture inflitte allo scopo di fiaccare la volontà dei prigionieri, di spezzarne la dignità e il senso di umanità. L’attenzione del lettore è focalizzata sulla brutalità del sistema penitenziario israeliano, che non si fa scrupoli nel perpetrare abusi nei confronti di bambini e ragazzi.
Il futuro scrittore, rinchiuso in una cella minuscola e buia, a volte segregato in un armadio dotato soltanto di una feritoia, abbandona la dimensione della quotidianità, della normalità, per addentrarsi in un’esperienza assolutamente nuova ed estranea a qualunque altra situazione mai sperimentata in precedenza, una “discesa negli inferi”, in cui il ragazzo si ritrova solo, a dover affrontare l’impatto con il carcere, la tortura, l’incertezza del futuro.  Nel narrare le memorie della lotta e della prigionia, la voce dell’autore esprime il dolore di un intero popolo dilaniato, privato dell’identità, della dignità, di un futuro decente.».
Già noto ai lettori italiani con la raccolta poetica Animo di viaggio (Billeci, 2021), grazie alla quale ha vinto il Premio internazionale Poetico Letterario assegnato dall’Associazione A.S.A.S. di Messina, l’autore, nato nel 1976 a Y̔a ̔ bad, paese vicino Jenin nel nord della Palestina, vive e lavora a Roma.
(Come da prassi l’ingresso è libero e l’ambiente climatizzato)

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