La Regione Lazio adotta il piano rifiuti comprendendo anche l’inceneritore di Santa Palomba: alla fine il Presidente Rocca si piega al Sindaco di Roma

— Immagine tratta dall'articolo https://www.agenzianova.com/news/rifiuti-il-piano-del-lazio-conferma-quello-di-roma-e-riduce-gli-ambiti-territoriali-ottimali-da-5-a-2/?fbclid=IwY2xjawP6baVleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETBFNDY5SlBOd3I5MjR4UEtkc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHk9ssDZct8e42H6QuuB3CudOTiGO4d1As8ieQZadTIhL3AU1_mz62zUthFZO_aem_RSD4njwNQZi5PKNfSEE6NA

Rete Tutela Roma Sud alza il velo sui silenzi del Presidente Rocca, rivelando come si sia piegato al volere del Sindaco Metropolitano Gualtieri e dei gruppi che stanno dietro l’operazione dell’inceneritore di Santa Palomba. Proprio così: la Regione Lazio ha adottato il nuovo piano dei rifiuti col risultato che la quantità di rifiuti che sarà possibile mandare all’incenerimento passa da 400.000 a 1.000.000 tonnellate l’anno.
Ricordiamo infatti ai nostri lettori che il precedente Piano Regionale dei Rifiuti approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 4 del 5 agosto 2020 prevedeva che ““la potenzialità attuale del termovalorizzatore di San Vittore, pari a 400.000 t/a risulta sufficiente a soddisfare il fabbisogno regionale” mentre, al successivo punto 11.1 (pag.341), viene sancito che “…è fatto divieto di autorizzare nuovi impianti che trattino rifiuti urbani, fatti salvi quelli che utilizzano tecnologie innovative e indirizzate ai principi dell’economia circolare“.

Aggiungiamo un piccolo dettaglio per le “anime belle” che sostengono la macchina brucia-rifiuti: fatto salvo un dietro-front dovuto all’intervento di qualche Autorità o dei Giudici, questa operazione disincentiverà del tutto la raccolta differenziata nella Regione e le 600.000 ovvero 800.000 tonnellate di rifiuti bruceranno ogni anno sul nostro sempre più bistrattato territorio, succhiando acqua dalle nostre falde.

E di tutto ciò bisogna ringraziare questa politica e chi la sostiene.

Pubblichiamo il post di Rete Tutela Roma Sud, rimandando a questo articolo per gli approfondimenti.

RIFIUTI NEL LAZIO: IL PIANO DELLA VERGOGNA CHE CONDANNA LA PROVINCIA
Il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti 2026-2031 è finalmente uscito allo scoperto e conferma quello che temevamo: un’acquisizione “senza modifiche” del piano di Roma Capitale.
Si tratta di una scelta scandalosa che ignora le profonde differenze tra la gestione virtuosa di molti comuni della provincia e il caos cronico della Capitale.
Ecco perché questo piano è un affronto ai cittadini della provincia di Roma:
  • La Regione vuole recepire integralmente il piano di Roma del 2022, inclusi dati e target, come se il sistema romano fosse un modello da seguire anziché un problema da risolvere.
  • La Provincia succube, mentre i comuni della provincia hanno investito per anni in un sistema di raccolta porta a porta diffuso (che richiede sforzi e costi ai cittadini per garantire un’alta qualità della differenziata), si ritrovano ora accorpati in un unico mega-ambito con Roma.
  • Inefficienza contro Virtuosità, la raccolta stradale inefficiente di Roma continua a produrre materiali non conformi che inquinano il ciclo dei rifiuti.
  • Alla Regione Lazio non servono due inceneritori da 1.000.000 di tonnellate.
Questo piano non è razionalizzazione, è una resa politica che scarica sulla provincia l’incapacità gestionale della Capitale.
Chi governa fa gli interessi di Caltagirone o dei cittadini?
Continuano le scelte contrarie all’articolo 9 della Costituzione, che imporrebbe attenzione all’ambiente nell’interesse delle future generazioni.

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